Catanzaro, 15 ott. - (Adnkronos) - Tramite il conto corrente della società in house Field, di cui era presidente, avrebbe persino pagato i fornitori degli alberghi di sua proprietà. E’ una delle condotte contestate a Domenico Barile, agli arresti domiciliari su disposizione del gip del Tribunale di Catanzaro. L’indagine per peculato è stata avviata tra il 2012 e il 2013 dalla Guardia di finanza e riguarda la sottrazione di cinquecentomila euro dalle casse della Field. Il denaro, proveniente dalla Regione Calabria, sarebbe stato utilizzato da Barile per spese personali. Lo stesso ex presidente, rilevano i finanzieri, dopo avere ammesso di avere “preso a prestito” i cinquecentomila euro, avrebbe tentato di proporre al commissario straordinario un piano di rientro attraverso una fidejussione che tuttavia è risultata falsa. Le indagini proseguono per fare luce anche su altre somme impiegate dalla Field per pagare progetti, compensi agli stessi amministratori e un gran numero di viaggi, anche in Cina. Il sospetto degli investigatori è che molte di queste spese siano state sostenute arbitrariamente o con l’avallo di Barile.




