Roma, 22 ott. (Adnkronos) - "Aver riconosciuto che le politiche comuni in materia di immigrazione, proprio come ha fatto Letta, sono inadeguate, aver preso coscienza che l'Italia è inadeguata rispetto alla materia dell'asilo politico e al fenomeno dell'immigrazione costituisce di per sè un punto di partenza, ma aspetto di vedere quali saranno i passi concreti che si faranno nel Consiglio europeo dei prossimi giorni". Lo dichiara all'Adnkronos padre Giovanni La Manna, presidente del centro Astalli, la struttura dei Gesuiti per i rifugiati. Nonostante le indiscrezioni sulle prime bozze circolate, secondo le quali al summit di giovedì e venerdì in tema immigrazione non si arriverà a grandi risultati, ma ad un rinvio ad altri vertici europei a dicembre e poi a giugno 2014, padre La Manna invoca, come necessaria "una collaborazione con la Ue nello stabilire canali umanitari sicuri che sottraggano i profughi dal pericolo di morte ma soprattutto dallo sfruttamento dei trafficanti". "Agire in questo senso - afferma - mostrerebbe un segno di grande civiltà all'Italia e all'Unione europea". Il nostro Paese da parte sua però - sottolinea padre La Manna - "deve modificare la legge Bossi-Fini, risolvere la questione dell'asilo politico, provvedere al sistema accoglienza", tutti passi necessari per accrescere "credibilità e autorevolezza a livello europeo" e 'fondamentali' per facilitare allo stesso tempo una collaborazione con l'Europa.




