(Adnkronos) - Per effetto di tali operazioni, spiegano i finanzieri, la società capogruppo, che fino ad allora era stata a capo di un florido progetto di capillare distribuzione commerciale, è stata spoliata di tutte le merci in magazzino e si è ritrovata "piena" di passività, che hanno finito per condurla all'inevitabile fallimento. Gli indagati, inoltre, nel tentativo di sottrarsi alle conseguenze del fallimento della holding di famiglia, hanno anche presentato al Tribunale di Roma una domanda di concordato preventivo con proposta di liquidazione dei creditori, mediante ricorso ad un residuo attivo del tutto inesistente, risultato, all'esito degli approfondimenti delle Fiamme Gialle, essere costituito da liquidità indisponibili, crediti inesigibili, valore di magazzino gonfiato e beni immobili non di proprietà. Ad esempio, dalle indagini è emerso che avevano indicato una inesistente massa di beni materiali per quasi 1,5 milioni di euro che avrebbero dovuto trovarsi in un magazzino di Città Ducale (RI), risultato in realtà essere un deposito di materiale di risulta o da discarica. Tra la molteplicità delle condotte distrattive accertate dagli investigatori, è stata individuata anche una fittizia compravendita di un complesso immobiliare costituito da una villa di 13 vani catastali, con annesso terreno di oltre due ettari in località Formello (Rm), già di proprietà della fallita e del valore di due milioni di euro (prezzo mai corrisposto), in favore della moglie di uno degli arrestati, avvenuta dopo una separazione legale dei coniugi, che però sono risultati vivere insieme nella medesima villa, sottratta alla garanzia dei creditori. Il lavoro degli investigatori è stato particolarmente difficile per ll'assenza di libri e di scritture e documenti contabili, sottratti alla procedura fallimentare e solo in parte rinvenuti nel corso delle indagini. Il deficit patrimoniale fin qui accertato è pari a circa 70 milioni di euro, di cui oltre 24 milioni nei confronti dell'Erario e circa 2,5 milioni di spettanza dei dipendenti (stipendi ed altri emolumenti). Gli arrestati, per i quali il gip del Tribunale di Roma Paola Della Monica ha disposto la custodia agli arresti domiciliari, insieme ad altri 3 indagati, dovranno ora rispondere dei reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale.




