Roma, 11 nov. - (Adnkronos) - Nei primi dieci mesi del 2013 e' stata sventata l'immissione sul mercato di oltre 40 milioni di prodotti contraffatti, in spregio della tutela del made in Italy e pericolosi per la sicurezza. Sono state 736 le persone denunciate, di cui 3 arrestate. Confiscati beni per 4,2 milioni di euro. Prosegue la lotta al falso, in tutte le sue manifestazioni, condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma, e attuata in sinergia con Prefettura, Associazioni commercianti, Enti Locali e le 3 Università Pubbliche. Nell'ultimo mese, le Fiamme Gialle del I Gruppo Roma hanno smantellato un'organizzazione dedita alla produzione ed alla commercializzazione capillare di cosmetici e profumi contraffatti, mettendo in sicurezza il laboratorio clandestino, ricco di macchinari, contenitori di essenze ed ingredienti per la preparazione di profumi, creme, smalti e trucchi, e sottraendo dal mercato oltre 5 milioni di confezioni, riportanti le griffe più famose del mercato, quali "Dolce & Gabbana", "Hugo Boss", "Just Cavalli", "Opium", "Dior", "Chanel", "Lacoste", "Armani", "Calvin Klein" e "Farenheit" e stoccate in quattro depositi sparsi per i quartieri della Capitale. L'analisi chimica dei prodotti sequestrati ha rilevato la presenza, in molti di essi, di toluene e benzene, composto, quest'ultimo, "cancerogeno e mutageno". Al termine dell'operazione, i militari hanno denunciato 33 persone, fra cui anche i titolari di alcuni esercizi commerciali della Capitale. Non meno intensa è stata l'azione di contrasto presso gli scali aeroportuali di Fiumicino e Ciampino, in cui i militari, nel corso di controlli di routine con il personale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno intercettato alcuni carichi, provenienti dalla Cina e diretti ad operatori economici nazionali, di smartphone, palmari, componentistica e batterie per cellulari con i marchi contraffatti "Apple", "Motorola", "Nokia", "Samsung" e "Blackberry". L'analisi chimica degli oltre 31.000 pezzi sequestrati ha rivelato la presenza, ben oltre i limiti consentiti, di nichel e litio, altamente dannosi per la salute pubblica. (segue)




