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Milano: Comune e Politecnico insieme per recupero di edifici e aree degradate

domenica 17 novembre 2013
Milano: Comune e Politecnico insieme per recupero di edifici e aree degradate

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Milano, 12 nov. (Adnkronos) - Sono cento docenti e mille studenti, distribuiti in 40 corsi, i partecipanti alla sperimentazione didattica 'Ri-Formare Milano-progetti per le aree e gli edifici in stato di degrado e abbandono'. Il progetto, che si svolgerà al Politecnico di Milano, è organizzato dal Comune di Milano (assessorato all'Urbanistica) e dalla Scuola di architettura e società del Politecnico e ha come fine la definizione di un nuovo disegno di città. Il progetto è stato presentato stamattina, al Politecnico, dalla preside della Scuola di architettura e società, Ilaria Valente, dal rettore del Politecnico, Giovanni Azzone, e dal vicesindaco con delega all'Urbanistica e Edilizia privata, Ada Lucia De Cesaris. "Ringrazio la preside della Scuola di Architettura e Società del Politecnico Ilaria Valente -ha dichiarato il vicesindaco- per aver voluto dare vita a questo progetto. Il problema degli edifici e delle aree abbandonate e degradate è un problema serio". 'Ri-Formare Milano' è, secondo il vicesindaco, "un progetto strategico per l'amministrazione. Dal recupero dell'esistente possiamo iniziare a definire un nuovo disegno della città. Dal lavoro degli studenti e dei docenti verranno sicuramente idee interessanti e stimolanti che porteranno ottimismo e nuovo impulso agli interventi di recupero". A partire dalla mappatura degli edifici e delle aree abbandonate realizzata dagli uffici dell'assessorato all'Urbanistica sono state individuate dal Politecnico circa una quarantina di luoghi sui quali gli studenti potranno esercitarsi e lavorare per definire i progetti di recupero. Per esempio l'insieme di aree ed edifici intorno a piazza Santa Maria del Suffragio, tra cui il mercato e l'ex cinema Luce. Anche la caserma Rubattino è stata selezionata da vari docenti in quanto occasione straordinaria per localizzazione, dimensione, morfologia per introdurre nuovi mix funzionali e nuove relazioni tra tessuti al posto di enclave chiuse e impermeabili al contesto.