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Violenza su donne: 'Senza Veli Sulla Lingua', mix culture contro discriminazioni

domenica 17 novembre 2013
Violenza su donne: 'Senza Veli Sulla Lingua', mix culture contro discriminazioni

2' di lettura

Milano, 17 nov. - (Adnkronos) - Apertura totale alle diversita', religiose, culturali, sociali, etniche, politiche, per essere un punto di riferimento per tutte le donne vittime di violenza che hanno bisogno d'aiuto. Su queste basi nasce l'organizzazione 'Senza Veli Sulla Lingua' che verra' presentata ufficialmente giovedì 21 novembre a Milano al Palazzo della Regione alle 11. Quattro i fondatori: Ebla Ahmed, presidente e autrice del libro 'L'amore ai tempi di Bin Laden', Anita Madaluni, vicepresidente, giornalista e pr internazionale, Diana Said, studentessa italo-egiziana di Giurisprudenza, la piu' giovane del gruppo, e Alessio Sacco, imprenditore brianzolo, che si e' voluto porre in prima linea a difesa dei diritti delle donne e non solo. "E' un progetto essenzialmente dedicato alla donna che deve essere trattata senza discriminazioni - spiega all'Adnkronos Ebla Ahmed, presidente dell'organizzazione - proprio perché in tanti, troppi, casi di violenza nei suoi confronti la religione e' una scusante, una sorta di giustificazione, un gratuito e intollerabile pretesto. Sono di madre italiana cattolica e padre yemenita musulmano, quindi testimone di due culture fra loro lontanissime, e sono stanca di sentire che una ragazza viene picchiata dal padre o dal marito con la scusa della religione musulmana. Ho scelto di realizzare questo progetto per poter abbattere questi orridi muri di discriminazione e perché non ci devono essere appunto 'veli sulla lingua': le ragazze, le donne vittime di violenza devono poter parlare, denunciare senza veli, senza paura". "Ci sono ancora ragazze di seconda generazione in Italia che subiscono violenza e non parlano, rimangono in silenzio - dice ancora Ebla Ahmed - e io con gli altri tre fondatori tra cui un uomo coraggioso, voglio aiutare anche queste donne a togliere il velo dalla bocca e non solo dal viso: non ci sono religioni, razze, etnie che tengano; la violenza e' violenza sempre e comunque. Abbiamo creato centri d'ascolto cui potersi rivolgere in caso di necessità e bisogno di aiuto. Centri nei quali operano collaboratori che parlano più lingue, compresi alcuni di dialetti stranieri". (segue)