(Adnkronos/Labitalia) - "Per comprendere la complessità del problema -sostiene la Cia- e l'esigenza di provvedere in fretta per una reale difesa del suolo, basta citare un dato per tutti: oggi 8 comuni su 10 sono in aree ad elevata criticità idrogeologica; oltre 700 mila sono gli immobili abusivi, spesso costruiti non a norma e, quindi, a grave rischio in presenza di una calamità naturale". "Ecco perché, accanto agli interventi legati all'emergenza necessaria e urgente, appare sempre più indispensabile un'azione coordinata e programmata del governo e delle Regioni volta all'attività di prevenzione dei disastri naturali. Occorre, secondo la Cia, predisporre un programma pluriennale di manutenzione ordinaria del territorio, partendo dal livello, che appare ottimale, di Bacino idrografico, con il concorso di tutti gli enti locali interessati, coinvolgendo, per la realizzazione, gli agricoltori e le loro strutture organizzate con particolare riferimento ai Consorzi di bonifica", sottolinea. "Nello stesso tempo, è necessaria -evidenzia la Cia- la valorizzazione dell'agricoltura e degli agricoltori nelle politiche di difesa dell'assetto idrogeologico del territorio, nell'ottica europea della multifunzionalità. E' in questa logica che si conclude la rincorsa all'emergenza derivante da calamità naturali e inizia la fase della prevenzione, dell'organica e razionale sistemazione e delle regole condivise per l'uso corretto del suolo e delle acque".



