(Adnkronos) - Esistono soluzioni praticabili? I confronti europei ci insegnano che la disponibilità o meno di servizi per l'infanzia contribuisce notevolmente a ridurre proprio la povertà dei bambini, ben oltre l'effetto dei trasferimenti economici. In Italia tuttavia la spesa per la protezione sociale destinata a bambini e famiglie è nettamente inferiore rispetto alla media europea: nel 2010 era l'1,3% del Pil, contro il 2,3% del Pil mediamente in Europa. - sottolinea la Fondazione Zancan - Più di metà di questa spesa è costituita da trasferimenti, nonostante l'impatto dei trasferimenti in termini di riduzione del rischio di povertà tra i minori italiani sia relativamente ridotto: -6,7 punti percentuali, contro più del doppio (-14,2) a livello medio europeo. Decisamente superiore è il potenziale di aiuto dei servizi per la prima infanzia, se consideriamo che nel 2007 l'Italia era il Paese Ocse con il più alto tasso percentuale di riduzione della povertà tra i bambini 0-6 anni destinatari di servizi educativi e di cura. Ciò nonostante la diffusione dei servizi nel nostro Paese è limitata, se pensiamo che soltanto l'11,8% dei bambini con meno di 3 anni frequenta un nido, con forti differenze tra aree territoriali, conclude il rapporto.




