(Adnkronos) - I più piccoli preferiscono gli strumenti mobili per navigare su Internet (il 79,2% dichiara di essere autonomo e di adoperare il proprio smartphone o tablet) e nel 44% dei casi non sono mai accompagnati dai genitori nel loro girovagare sul web. "La quasi totalità dei giovanissimi del campione esaminato (parliamo dell'85,8%) è iscritto a Facebook, ma solamente il 55,1% ne conosce regole e condizioni d'uso: la mancata consapevolezza dei comportamenti online trova radice in una ridotta informazione e la latitanza degli educatori è alla base di tanti episodi spiacevoli", ricorda Umberto Rapetto, ex generale GdF, già comandante del Nucleo Speciale Frodi Telematiche delle fiamme gialle, oggi a capo di Iniziative e Progetti Speciali di Telecom. "Preoccupa sapere che il 15,3% del campione ha ammesso di aver utilizzato Internet per fare dispetti o vendicarsi, mentre il 42,9% ha dichiarato di aver usato la Rete per insultare o litigare con qualcuno. Tra i quattordicenni, il 7,7% ha pubblicato online o spedito foto di cui vergognarsi, e il 9,5% scambierebbe una propria foto per una ricarica telefonica o per un oggetto firmato", spiega a sua volta la dottoressa Rosa Marotta, specialista in neuropsichiatria infantile, ricercatrice del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell'Università Magna Grecia. Tra gli altri dati interessanti, segnalati da Rapetto, c'è un 62,1% di ragazzi che pubblica foto o video in Rete, e il 16% (22,3% i maschi e il 3,3% le ragazze) che non si vergogna di manifestare passione per immagini e filmati violenti". Secondo la dottoressa Marotta è fondamentale chiedersi "dove avvenga e a chi siano indirizzate queste creazioni multimediali non sempre edificanti". (segue)




