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Staminali: tribunale Roma, si' a cure Stamina per donna con sclerosi multipla

domenica 24 novembre 2013
Staminali: tribunale Roma, si' a cure Stamina per donna con sclerosi multipla

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Roma, 20 nov. (Adnkronos Salute) - Il 'diritto alla speranza' di pazienti e famiglie di malati con patologie incurabili non può essere irragionevolmente infranto e non si può fare distinzione fra chi ha già iniziato la cura con metodo Stamina e chi invece la richiede ex novo. Con queste motivazioni il tribunale di Roma ha disposto che a una donna di 46 anni affetta da sclerosi multipla siano aperte le porte degli Spedali Civili di Brescia, affinché venga sottoposta alla terapia con cellule staminali messa a punto dalla Fondazione guidata da Davide Vannoni. "La paziente - dice all'Adnkronos Salute l'avvocato Emanuele Ruggieri, che ha seguito il caso con Riccardo Bolognesi - soffre di sclerosi dal 1982, non parla più e per questo è stato nominato un amministratore di sostegno nella persona del fratello, che ha promosso l'iniziativa di fronte al giudice del lavoro. Con questa ordinanza, che ricopre un ruolo molto importante in quanto emessa da un tribunale autorevole come quello di Roma, il giudice dispone che siano erogate le cure a Brescia, previa acquisizione in via d'urgenza del parere del comitato etico degli Spedali Civili, disattendendo in questo modo il decreto Balduzzi. Esso disponeva che l'accesso alle cure a Brescia fosse limitato ai pazienti che avevano già ottenuto il via libera da un tribunale. Per tutti gli altri bisognava attendere l'esito della sperimentazione, che però è stata bloccata dal ministero della Salute". Il giudice ha dunque "superato il decreto Balduzzi e in base a un'interpretazione costituzionalmente orientata ha indicato che il diritto alla speranza di pazienti e famiglie non può essere irragionevolmente limitato o soppresso. Sicuramente troveremo altri ostacoli, non credo che avremo vita facile" prima che la donna possa accedere concretamente alla cura, "ma questo era un passo necessario".