(Adnkronos) - Sono stati necessari alcuni mesi ai finanzieri per esaminare tutta la contabilita' delle aziende (sedici quelle coinvolte) e per ricostruire l'ingegnoso ed al tempo stesso insidioso meccanismo evasivo. Nonostante un fatturato di tutto rispetto (oltre 82 milioni di euro) e 2.200 collaboratori sparsi in tutt'Italia, le aziende del Gruppo non hanno versato praticamente ne' imposte all'erario ne' contributi all'Inps ed all'Inail. I debiti tributari e previdenziali maturati dalle societa' sono stati con sistematicita' illecitamente "azzerati", ossia compensati con crediti Iva del tutto inventati oppure artatamente gonfiati (le fatture ricevute venivano annotate sui registri Iva con importi decisamente maggiorati, per aumentare il credito Iva delle singole societa'). Al termine delle indagini il Gip di Monza, su richiesta dei Pubblici Ministeri, ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quello che e' ritenuto il regista ed il reale beneficiario dell'ingente frode fiscale, ordinando il sequestro, finalizzato alla confisca, dei beni a lui riconducibili. L'imprenditore e' attualmente detenuto nel carcere di Monza, a disposizione dell'Autorita' Giudiziaria, per rispondere delle accuse di evasione fiscale, indebite compensazioni d'imposta, omessi versamenti di ritenute fiscali operate nei confronti dei propri dipendenti. (segue)




