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Monza: appropriazione indebita e smaltimento illecito rifiuti, 6 indagati /Rpt

domenica 17 novembre 2013
Monza: appropriazione indebita e smaltimento illecito rifiuti, 6 indagati /Rpt

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Milano, 12 nov. (Adnkronos) - Sono sei le persone **per le quali la Procura di Monza ha chiuso le indagini** con l'accusa di associazione a delinquere, appropriazione indebita e smaltimento illecito di rifiuti. L'operazione ribattezzata 'Iron man', durata da marzo a giugno di quest'anno, condotta dalla Polizia Provinciale di Monza è nata dalla segnalazione di un imprenditore dell'hinterland milanese titolare di un'azienda di commercio di metalli, il quale si era inizialmente rivolto ad una agenzia investigativa privata per sospetti sul comportamento di alcuni dipendenti. L'investigatore, finite le sue indagini, si è presentato alle forze dell'ordine: da qui l'operazione che ha fatto luce sul furto di acciaio inox per un valore intorno ai 2 milioni di euro. Le indagini hanno dimostrato che gli autisti dell'azienda, che avevano il compito di trasportare acciaio verso una fonderia di Vicenza, avevano trovato in Brianza, tra Agrate e Caponago, un'azienda che si era resa disponibile a sostituire l'acciaio inox con rottami e rifiuti ferrosi. Il guadagno, per l'azienda di Caponago, era duplice: da un lato riceveva a ottimo prezzo l'acciaio pregiato, che pagava cash agli autisti infedeli, e dall'altro si liberava degli scarti, risparmiando sui costi di smaltimento e facendoli confluire nella fonderia vicentina. Al momento del blitz gli agenti hanno identificato i tre dipendenti della ditta della provincia di Milano; coinvolti anche i due titolari dell'azienda brianzola e un autotrasportatore di Bolzano che concorreva alle attività illecite. Nelle abitazioni sono stati sequestrati circa 12.000 euro in contanti, una ventina di cellulari, 6 coltelli a serramanico, qualche grammo di hashish, 10 fucili da caccia con circa 1.000 munizioni; questi ultimi sono stati confiscati a scopo preventivo in relazione ai gravi reati contestati. La Procura **ha chiuso le indagini per i sei indagati**, che sono a piede libero in attesa **di un possibile richiesta di rinvio a giudizio**. Sul titolare dell'azienda di Caponago pende una seconda accusa a delinquere per un processo in capo alla Procura di Macerata per avere commercializzato silicio cinese, immettendolo nel territorio nazionale come di provenienza comunitaria.