Milano, 17 nov. - (Adnkronos) - "Sarebbe una grave ingenuità sottovalutare gli insegnamenti che il Vangelo di oggi intende darci. Matteo, parlandoci della fine della storia, ci aiuta a comprendere che la condizione dei cristiani nel presente, cioè la nostra condizione, è contrassegnata da tre elementi". Lo afferma il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, nella sua omelia per la prima messa di Avvento oggi in Duomo a Milano. "Anzitutto - sostiene - anche noi siamo esposti al rischio della seduzione inganno («Badate che nessuno vi inganni» Vangelo, Mt 24,4) da parte di falsi profeti che approfittano del malessere diffuso e della confusione generale per divulgare le loro dottrine fallaci. Se siamo realisti e andiamo oltre il politicamente corretto non c'è bisogno di documentare l'attualità di questa affermazione evangelica. Occorre quindi - aggiunge - essere vigilanti". In secondo luogo, secondo l'arcivescovo fancendo riferimento a passi del Vangelo, "siamo esposti a persecuzioni che vengono dall'esterno («sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome» Mt 24,9) e a pericoli interni («Molti ne resteranno scandalizzati, e si tradiranno e odieranno a vicenda» Mt 24, 10 e «si raffredderà l'amore di molti» Mt 24,12)". Da ultimo, "il Signore che viene ci chiede di testimoniarlo a tutto l'uomo e a tutti gli uomini con il 'martirio della pazienza' proprio di una vita che impari, nella perseveranza, il dono totale di sé che brilla in tanti fratelli, i quali, anche oggi, giungono fino all'effusione del sangue per Cristo". Questi dati di fatto "non debbono - conclude - atterrirci o scandalizzarci perché sono vie per approfondire il nostro rapporto amoroso con il Signore che guida la storia".




