Roma, 22 ott. (Adnkronos) - "Un peculiare contesto è quello delle carceri minorili che, per la delicata missione di accompagnare e rieducare dei ragazzi, dovrebbero essere dotate di strutture e progetti più adeguati". Lo afferma monsignor Mariano Crociata, Segretario generale della Cei, intervenuto al convegno nazionale dei cappellani delle carceri italiane, in corso a Sacrofano (Rm), sottolineando che "la pastorale carceraria dovrà profondere, in questo caso, energie ancora maggiori, per far sì che le giovani vite dei detenuti possano orientarsi secondo percorsi buoni e costruttivi". "A loro in particolare - ricorda monsignor Crociata - papa Francesco ha ripetuto a più riprese: 'Non lasciatevi rubare la speranza!', lasciando intendere che il loro desiderio di migliorarsi può diventare un enorme potenziale di crescita e sviluppo personale, trasformandosi in un sano desiderio di riscatto". "Un altro elemento in gioco - sottolinea - è la crescente presenza nelle carceri di persone provenienti da paesi stranieri (ormai più del 35% del totale dei detenuti), la cui situazione è particolarmente dura a causa della lontananza dalla famiglia e dalla patria, oltre che dalle esigue risorse economiche. Contestualmente, vi è una maggiore presenza di non cristiani, e soprattutto di musulmani, ai quali si deve assicurare un'assistenza non inferiore a quella riservata ai battezzati, senza scoraggiarsi davanti al rifiuto, ma cercando comunque di testimoniare disinteressatamente la buona notizia del Vangelo", conclude.




