Bolzano, 26 ott. - (Adnkronos) - Altri tre arresti nell'ambito dell'operazione "White Wall", il muro bianco alle spalle del quale gli spacciatori si sentivano sicuri, al riparo da occhi indiscreti per compiere i loro affari illeciti legati allo smercio di droga. I pusher non avevano fatto bene i conti però con i Carabinieri, che pazientemente li hanno osservati per mesi, ne hanno studiato le mosse, seguito i movimenti, carpito i messaggi, fino a ricostruire una importante rete di spaccio di cocaina (e in misura minore di eroina ed hashish) articolata fra Bolzano e la Bassa Atesina e ad incastrare, con questi ultimi tre arresti, 20 persone. I Carabinieri della Compagnia Carabinieri di Egna, coadiuvati dalle unità Cinofile Antidroga di Laives, hanno arrestato, in esecuzione di altrettante ordinanze di custodia cautelare, tre persone, a conclusione di una attività investigativa complessa ed articolata attività che si è sviluppata dall'inizio del 2013 e nell'ambito della quale sono state tratte in arresto complessivamente 8 persone; un'altra quindicina sono i soggetti denunciati in stato di libertà per episodi marginali ovvero segnalati come assuntori di droghe. Davvero numerose erano state le segnalazioni e le richieste di aiuto da parte di cittadini residenti nelle zone dello spaccio, soprattutto perché l'attività avveniva spesso anche in pieno giorno, davanti a bar ed altri locali pubblici, sale da gioco. I pusher rifornivano i loro clienti soprattutto di cocaina. In qualche caso è stata ceduta anche eroina da fumare e, in via del tutto residuale, hashish: quasi tutta la clientela (composita ed anche "insospettabile": giovani, anziani, professionisti e donne), in realtà, ha evidenziato una netta predilezione per le c.d. "droghe pesanti". (segue)




