Palermo, 23 mag. - (Adnkronos) - "La battaglia quotidiana contro la mafia e il malaffare si combatte in Sicilia, come in Calabria o in Campania ma l'atto finale si vincera' a Roma". Lo ha detto all'Adnkronos il Presidente del Tribunale di Palermo, Leonardo Guarnotta prima di lasciare l'aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo per la commemorazione di Giovanni Falcone. Guarnoitta ha fatto parte del primo pool antimafia insieme con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. "Occorre che la politica, intendo quella seria che tiene alle sorti di questa terra, possa fare fare leggi e mettere a disposizione risorse umane e culturali - dice ancora Guarnotta - solo cosi' si puo' combattere la guerra contro la mafia". E alla domanda se ritiene di essere ottimista o pessimista sul nuovo Governo Letta, Guarnotta si limita a dire: "Piu' che pessimista o ottimista sono realista. Vorrei vedere questo Governo all'opera. Mi preoccupa il fatto che nel discorso introduttivo di Letta non ho mai sentito la parola mafia". Guarnotta ribadisce poi: "Non credo di dovere fare un appello al nuovo Governo ma bisogna uscire certamente dalle dichiarazioni di facciata e passare ai fatti". "Noi fin dall'84 abbiamo chiesto, ad esempio una legge sui collaboratori di giustizia ma l'abbiamo ottenuta solo nel '91. prima c'era una gestione 'artigianel'. Se i tempi sono questi, ho paura che, ricordando quanto diceva Giovanni Falcone secondo cui la mafia era un fenomeno umano e come tale finira', non riusciro' a vedere quel giorno".



