Palermo, 24 mag.- (Adnkronos) - "Il rapporto tra gli ufficiali del Ros Mario Mori e Giuseppe De Donno con Vito Ciancimino, rapporto inziato nel maggio-giugno '92 si concretizzo' in una vera e propria trattativa tra le istituzioni e i vertici di Cosa nostra. Ancora oggi, chi ostinatamente continua a negare che cio' sia avvenuto e che ci sia stata una trattativa, finge di ignorare le conclusioni della sentenza emessa dalla Corte d'assise di Firenze del processo a Leoluca Bagarella". Con queste parole il pm Antonino Di Matteo ha iniziato l'ultima udienza dedicata alla requisitoria del processo a Mario Mori e Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento aggravato a Cosa nostra per la mancata cattura di Provenzano nel '95. Di Matteo, alla presenza del Procuratore Francesco Messineo e dell'aggiunto Vittorio Teresi, ricorda quindi "le stesse ammissioni sostanziali che in quel dibattimento finirono per render gli stessi Mori e De donno sentiti come testimoni. La sentenza sbaglia quando scrive che il termine trattativa venne fatto solo da De Donno perche' anche il generale Mori utilizzo', e non a caso, il termine trattativa e lo utilzzo' piu' volte in udienza".




