Palermo, 25 set. - (Adnkronos) - Beni per un valore complessivo di due milioni di euro sono stati sequestrati a Palermo dalla Polizia a Matteo Scrima, 53 enne , ritenuto dagli investigatori organico alla famiglia mafiosa di Brancaccio. Il provvedimento, a cui gli agenti hanno dato esecuzione, e' stato emesso dalla sezione Misure di prevenzione del tribunale su proposta del questore di Palermo e colpisce una gioielleria in via Lincoln, un bazar all'interno del Florio Park Hotel di Cinisi (Palermo), un appartamento e due box, tutti in corso dei Mille. L'attivita' commerciale di vendita preziosi viene iniziata da Scrima, in assenza di redditi, nel 1988 e prosegue nel tempo seppure, a seguito di guai giudiziari, preferisce formalmente non comparire gia' dal 1997. Dal 2010 al 2011 e' inserito nella lista della Social Trinacria Onlus (ex Pip), percependo la sua ultima retribuzione nel mese di ottobre 2011 data del suo arresto. Il vero calibro del personaggio, con precedenti per ricettazione e riciclaggio e a cui Cosa nostra affida la 'cassa' del cosca di Brancaccio, emerge nel corso dell'indagine di polizia denominata 'Araba Fenice' della Squadra mobile che porta al fermo di 15 affiliati al clan di Brancaccio, tra i quali Cesare Lupo, capo della famiglia, e Nunzia Graviano, sorella di Benedetto, Giuseppe e Filippo. "La considerazione di cui gode lo Scrima all'interno di Cosa Nostra - spiegano gli investigatori - emerge dalla sua partecipazione alla riunione tenutasi a 'Villa Pensabene' il 7 febbraio 2011, uno dei piu' importanti summit di mafia degli ultimi anni al quale parteciparono, oltre allo stesso Matteo Scrima, Cesare Lupo e Antonino Sacco, nonche' personaggi di rilievo di altre famiglie del palermitano.




