Bologna, 18 nov. - (Adnkronos) - Quella di Annamaria Franzoni, condannata a 16 anni di carcere per l'omicidio del figlio Samuele nel 2002 a Cogne, è in relatà "una situazione normale". Così Fra Martino, responsabile della cooperativa sociale 'Siamo qua', che ha sede nella parrocchia di S. Antonio da Padova a Bologna, definisce all'Adnkronos l'ammissione al lavoro esterno concessa alla Franzoni. "Una situazione normale - ribadisce Fra Martino - non è la prima detenuta che esce dal carcere per lavorare qui nella cooperativa, come qualsiasi altra, e se necessario saremo lieri di accoglierne altre". E' dal 7 ottobre scorso che la Franzoni lavora nel laboratorio della cooperativa dove si fanno borse, pochette, astucci e altri accessori. Esce la mattina dal carcere per recarsi alla cooperativa sociale per quattro ore. Terminato il lavoro si ferma a mangiare insieme alle volontarie della onlus e nel primo pomeriggio torna nel reparto femminile della Dozza dove è rinchiusa dal 21 maggio del 2008. "La Franzoni quindi - spiega Fra Martino - fa parte del progetto 'Gomito a gomito', così chiamato perchè il carcere della Dozza si trova a Via del Gomito e anche per significare il lavoro gomito a gomito delle detenute al di fuori delle celle, dove invece si vive un 'gomito a gomito' ben diverso, molto stretto. Il lavoro è il metodo più valido per la formazione e il reinserimento dei detenuti quando poi usciranno. In particolare - evidenzia - per le donne che soffrono molto più degli uomini".




