Roma, 19 dic. (Adnkronos) - "Stiamo valutando gli atti, ma a mio parere il permesso a Gagliano non è stato un errore. Il sistema funziona al 98%, la sua evasione rientra nell'imponderabile umano. Fa parte di una quota di rischio racchiusa nel restante 2%". Lo dice all'Adnkronos Luigi Pagano, vice capo del Dap, sul caso di Bartolomeo Gagliano, il pluriomicida evaso ieri dal carcere genovese di Marassi. "L'uomo -sottolinea Pagano- stava scontando la pena e sarebbe uscito nel 2015. L'istruttoria per concedergli il permesso è stata condotta bene, con una sinergia tra operatori, carcere e magistratura di sorveglianza. Il detenuto aveva già beneficiato di due permessi, non premiali, per ragioni di necessità. Il terzo, dopo un'attenta istruttoria sul caso, ci poteva stare". "In Italia vengono concessi quasi 20.000 permessi l'anno -ricorda il vice capo del Dap- i nostri istituti lavorano in un rapporto di collaborazione positiva con la magistratura di sorveglianza, tanto è vero che i detenuti in permesso rientrano tutti, tranne casi molto isolati". "In questo caso -ribadisce Pagano- l'unico fattore imponderabile era quello umano. Ma la professionalità dei nostri operatori e della magistratura di sorveglianza non deve essere posta in discussione". "Le misure alternative e i permessi premio rimarca il Dap- vanno a salvaguardia della sicurezza sociale, perché abbassano notevolmente la soglia di recidiva, come è stato ampiamente dimostrato". Insomma, taglia corto Pagano, "non gettiamo via il bambino con l'acqua sporca: le misure alternative e i permessi premi funzionano. E sono necessari. Non dimentichiamoci che l'Europa ci condanna proprio perché manca un adeguato sistema di misure alternative".



