Taranto, 17 mag. (Adnkronos) - Sia Girolamo Archina', ex responsabile delle relazioni istituzionali dell'Ilva, che Michele Conserva, ex assessore all'Ambiente della Provincia, si sono avvalsi della facolta' di non rispondere questo pomeriggio al gip del Tribunale di Taranto, Patrizia Todisco, che si e' recata nel carcere del capoluogo jonico per tenere gli interrogatori di garanzia delle tre persone arrestate e detenute nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte pressioni fatte su dirigenti dell'Ente in modo da far conseguire all'azienda le autorizzazioni relative alla discarica 'Mater Gratiae' interna allo stabiimento siderurgico. La difesa di Archina', rappresentata dagli avvocati Gianluca Pierotti e Giandomenico Caiazza, ha consigliato questa decisione poiche' convinta che in questo momento il loro assistito si trova in carcere illegittimamente. L'ex pr dell'Ilva era gia' detenuto dal 26 novembre scorso nell'ambito del primo capitolo dell'inchiesta 'Ambiente Svenduto'. Il giorno stesso dell'esecuzione della nuova ordinanza, mercoledi' 15 maggio, era giunta un'altra decisione quella del Tribunale dell'appello cautelare che, dopo aver constatato che le sue condizioni non sono compatibili con il regime carcerario, ne aveva ordinato la sostituzione con la misura degli arresti domiciliari. Le due ordinanze sono state emesse contemporaneamente. Gli avvocati Pierotti e Caiazza nella stessa giornata dell'arresto, hanno presentato una istanza con la quale il gip veniva invitata a prendere atto della decisione dell'Appello e quindi ad adeguare la misura. Per il momento dalla Todisco non e' arrivata alcuna decisione. Anzi, nel frattempo, e' giunto il parere contrario del pubblico ministero.




