Lecce, 10 mag. (Adnkronos) - Secondo gli inquirenti che hanno indagato sulla scomparsa di Massimiliano Marino e Luca Greco, 38 e 34 anni, ritrovati senza vita stamane in una cisterna nelle campagne di Salice salentino, in provincia di Lecce, Mino Perrino, pregiudicato di 38 anni, presunto autore del duplice omicidio, fin dai momenti successivi all'episodio delittuoso, "consumato con freddezza e lucida determinazione", ha tentato di inquinare le prove, in particolare sopprimendo i cadaveri, incendiando e distruggendo l'auto della vittima e rendendola inservibile all'acquisizione di tracce, disfacendosi dei telefonini e delle sim card con cui aveva contattato Marino e a lui in uso nelle fasi di consumazione dell'omicidio e concordando un'univoca versione di comodo da lui ideata da rendere agli inquirenti. Insieme a Perrino sono stati arrestati Luigi Tasco e Franz Occhineri, 47 e 34 anni, accusati di concorso in soppressione di cadavere e favoreggiamento. Oltre che dalle dichiarazioni di un testimone-chiave, le responsabilita' dei tre arrestati emergono dai comportamenti tenuti nei giorni successivi alla scomparsa e, ancora, la sera del 4 maggio dopo l'ascolto determinante del teste al termine di una ispezione preliminare dei luoghi effettuata sul terreno in questione. (segue)




