Pordenone, 23 apr. (Adnkronos) - E' attesa entro stasera a Roma la sentenza della Corte di cassazione in merito al delitto di Sanaa Dafani, la ragazza di origine marocchina di 18 anni che il 15 settembre del 2009 fu praticamente sgozzata dal padre, il cuoco Kataoui Dafani, punita perche' voleva vivere all'occidentale e si era fidanzata con un giovane italiano. Il giovane, Massimo De Biasio, fu a sua volta ferito alle braccia dal coltello brandito dall'uomo, in un estremo tentativo di difendere la sua ragazza. Il delitto fu consumato nelle campagne del Pordenonese, nel comune di Montereale Valcellina. L'avvocato del cuoco, Marco Borella, dice all'Adnkronos di sperare che la Cassazione riconosca il motivo del ricorso e cioe' la mancata premeditazione. "Si e' trattato di un omicidio brutale, del resto l'uomo e' reo confesso - afferma il legale - ma passionale, frutto dell'impeto". Se la Cassazione accogliera' il ricorso, la sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Trieste che condanno' il padre omicida a 30 anni sara' annullata. La Corte d'Assise d'Appello dovra' di conseguenza riesaminare la vicenda nel punto che riguarda la premeditazione. Nel secondo grado di giudizio era gia' stata diminuita la pena, che nel primo grado era l'ergastolo. La moglie e le altre due figlie di Kataoui vivono ancora a Pordenone.




