Roma, 26 apr. - (Adnkronos) - "Volevo partecipare. Pero' sapevo che c'erano dei problemi, che c'era tensione. Per questo avevo mandato un mio collaboratore per verificare come era la situazione. Non perche' avessi paura, ma perche' volevo evitare di creare problemi. C'era il rischio che si parlasse piu' della mia contestazione che del significato del 25 aprile". Lo afferma Renata Polverini, presidente della Regione Lazio, in un'intervista al quotidiano 'Il Messaggero' in merito alla sua assenza alla manifestazione organizzata dall'Anpi. "Purtroppo - ha continuato Polverini - ieri si sono infiltrati gruppi di violenti che hanno minacciato di raggiungere la testa del corteo qualora io fossi andata per salutare i partigiani. Non volevo rovinare quella che e' la festa di tutti gli italiani. I violenti non riconoscono il ruolo delle istituzioni. Avevo detto: se accettate la mia presenza, io vengo. Ma si sono attivati i soliti movimenti, i soliti centri sociali. Questo tipo di manifestazioni a Roma ormai non sono piu' di chi le organizza, ma dei centri sociali che vogliono decidere chi deve andare e chi no. I rapporti con l'Anpi sono molto buoni - ha evidenziato Polverini - nei prossimi mesi incontrero' il presidente dell'Associazione per decidere insieme delle iniziative sul tema della Resistenza. "Io sono nata nel 1962 e non posso essere fascista. Ma non ho mai neppure militato in partiti politici, nemmeno sono vicina ad associazioni che qualcuno ha citato. Non sono fascista e se proprio vogliamo dirla tutta la maggioranza dei componenti della mia famiglia e' di provenienza opposta, non certo fascista. Volevo partecipare alla manifestazione - ha concluso Polverini - per ribadire che se oggi ci possiamo dire liberi, lo dobbiamo anche a coloro che parteciparono alla Resistenza, ai partigiani".




