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Delitto via Poma: crimonologo Lavorino, verita' e' in reperti e carte processo

domenica 29 aprile 2012
Delitto via Poma: crimonologo Lavorino, verita' e' in reperti e carte processo

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Roma, 27 apr. (Adnkronos) - "L'assoluzione di Busco era nell'aria: a livello investigativo contro di lui non c'era alcuna certezza, l'impianto accusatorio era inadeguato. Ma la verita' puo' ancora venire fuori: bisogna guardare alle evidenze forensi che esistono nel fascicolo processuale, ovvero le tracce e i reperti" del delitto di via Poma. Il criminologo Carmelo Lavorino, autore de 'Il delitto di via Poma. Sulle tracce dell'assassino', commenta cosi' all'Adnkronos l'assoluzione, da parte della Corte d'Appello di Roma, di Raniero Busco, gia' condannato in primo grado per l'omicidio di Simonetta Cesaroni. "E' fondamentale -spiega- verificare gli alibi di alcune persone che portevano entrare a contatto con Simonetta e avevano moventi di tipo sessuale per infliggerle 29 pugnalate con un tagliacarte in diverse zone del corpo". Ma "deve essere passata in rassegna anche la versione di chi aveva le conoscenze e le capacita' di potersi introdurre con le proprie chiavi all'interno dell'ufficio dove lavorava Simonetta". "La soluzione del mistero -rimarca l'esperto- e' nelle carte processuali, nei reperti, nelle cronologie dei compartamenti dei vari personaggi e nelle indicazioni contenute in alcuni saggi". Per Lavorino, "l'assassino e' sicuramente un soggetto territoriale: conosceva l'ufficio dove lavorava la vittima. Sapeva che il tagliacarte apparteneva a un impiegato, tanto che dopo aver ucciso Simonetta lo ha lavato dal sangue e dalle proprie impronte e lo ha rimesso al proprio posto".