Roma, 25 apr. - (Adnkronos) - "William Congdon e' l'unico pittore, dopo Turner, che ha capito Venezia, il suo mistero, la sua poesia, la sua passione. Il suo modo d'esprimersi e' moderno, la sua comprensione vecchia quanto la citta' stessa. Egli ha saputo cogliere l'effettiva essenza di molti secoli e fonde questa visione in un sogno cosi' fantastico e bello che i suoi dipinti lasciano senza respiro". Cosi' scriveva Peggy Guggenheim nel 1953, esprimendo il suo entusiasmo di fronte alle Venezie di Congdon. Ora, in occasione del primo centenario della nascita dell'artista (Providence, 15 aprile 1912 - Milano, 15 aprile 1998), uno dei maggiori anche se piu' trascurati protagonisti dell'Action Painting americana, e' colta da Ca' Foscari per realizzare, in collaborazione con la William G. Congdon Foundation di Milano-Washington e con il sostegno di Assicurazioni Generali, una mostra con oltre 40 opere sul lungo soggiorno (1948-1960) dell'artista a Venezia, la citta' che diviene, dopo New York, il secondo e piu' importante correlativo della sua ricerca espressiva, e sulle raffigurazioni che quel soggiorno produsse. Congdon, come aveva avuto modo di osservare ancora Peggy Guggenheim , "non appartiene a nessun gruppo di pittori. Sta a parte. Non appartiene a nessuna scuola. Nessuno ha cercato di dipingere alla sua maniera prima di lui. ...i veneziani non vedono mai i suoi quadri", e infatti questa sara' la prima rassegna di opere di Congdon che avra' sede a Venezia. (segue)




