(Adnkronos) - E' il caso di un prototipo degli anni Trenta realizzato da una universita' italiana per la misurazione della gravita', di un modello di bascula di Quintez (inizio Ottocento) che ha cambiato il sistema di pesata da 'sospeso' a 'terra', di una elegante bilancia argentina in cristallo che ha i congegni interni visibili (prima meta' del Novecento), di un modello pesasale italiano con un piatto che e' di cristallo in quanto ogni altro materiale verrebbe corroso (1930), di un rarissimo modello italiano per pesare le ceneri di metalli preziosi (inizio Novecento), di una stadera portatile da mercato (meta' del Seicento). Curioso un dinamometro francese che sembra una penna (anni '40-'50) e davvero particolare la bilancia americana utilizzata per pesare il vettovagliamento al fronte, durante la Prima Guerra Mondiale, che, una volta chiusa, sembra un baule; un esemplare unico scovato in uno dei tanti mercatini che Pinto frequenta senza sosta in Italia e all'estero. "Questa passione - racconta Giuseppe Pinto, il collezionista, un dipendente del Comune di Firenze ora in pensione, che e' anche un maratoneta di livello - e' nata negli anni Ottanta, quando i miei fratelli mi regalarono una vecchia bilancia della nostra nonna. Da allora non mi sono piu' fermato e in casa non so piu' dove stare, visto che le bilance sono dappertutto!". Per altre informazioni e' possibile consultare il sito www.beppepinto.com La mostra e' corredata da un agile catalogo (Polistampa) che, oltre alle immagini dei pezzi esposti, contiene testi sulla storia e sulle diverse tipologie della bilancia e sui diversi significati che questo oggetto ha rappresentato nell'immaginario collettivo, nella letteratura, nella mitologia.




