(Adnkronos) - "L'ingresso di un'opera 'storica' di Emilio Isgrò - afferma Giovanna Giusti, direttrice del Dipartimento dell'arte contemporanea agli Uffizi - concepita nel lontano 1971, nella Collezione degli autoritratti degli Uffizi è carica di significati. L'artista che della cancellatura ha fatto il proprio concetto fondante, affidando ad essa la libertà di un nuovo spazio creativo, ha scelto la negazione di sé attraverso le dichiarazioni dei suoi familiari, che rendendo impossibile il suo riconoscimento, sostengono la sua auto cancellazione meditata attraverso una sorta di 'suicidio rituale'. L'artista/poeta visivo, sebbene 'schermato', insieme ad altri già in collezione (Lucio Fontana, Ketty La Rocca, Lucia Marcucci, Franca Pisani, Jenny Holzer), assertori per vie diverse del potere concettuale della parola, porta nella raccolta degli Uffizi un altro importante contributo alla varietà espressiva dell'auto ritrarsi".


