(Adnkronos) - I volti, le pose, gli abiti, i bagagli, gli oggetti, le storie, gli sguardi sono fissati in centinaia di fotografie che attraversano l'oceano per tornare a casa. Una traversata difficile come fu quella dei nostri nonni. Il libro ricostruisce con grande vivacità e precisione la vita, spesso difficile, affrontata da milioni di nostri connazionali che scelsero l'emigrazione. Oltre alle opere di autori noti come Lewis Hine, il libro riscopre artisti italiani come Carlo Gentile, che fotografò i nativi americani del Sud-Ovest nell'Ottocento, e Athos Casarini pittore futurista e apprezzato illustratore per le più popolari riviste newyorkesi d'inizio Novecento. "I miei nonni -scrive Scorsese nell'introduzione del libro- arrivati in America dalla Sicilia all'inizio del Novecento, erano italiani. I miei genitori, nati qui, erano italoamericani. Io ero, e sono ancora, americano italiano. E anche se so che non dimenticheranno mai le loro origini, le mie figlie sono americane". È condensata in queste poche righe la storia degli italoamericani, raccontata in un'opera che vuole sfatare gli innumerevoli luoghi comuni della figura dell'immigrato, evidenziare le sfumature e le differenze tra i protagonisti dell'ondata migratoria. L'identità italoamericana si rivela essere tutt'altro che definita e le immagini della Library of Congress lo dimostrano. L'identità italoamericana sfugge agli schemi ed esiste solo nella continua evoluzione. "Little Italy -dice il regista- oggi è un quartiere storico, un luogo visitato da turisti (…) Certo, per quelli come noi che sono cresciuti lì, è triste vedere la scomparsa di quel mondo. Ma non è una tragedia. È New York ed è l'America, entrambe in costante trasformazione".




