«Questo è un luogo di memoria», e fin qua Elly ci azzecca, ed è una notizia, soprattutto perché non ci voleva un granché. Ma la Schlein rovina tutto subito, e purtroppo per lei non è una novità. La capodem ha scelto il luogo di un eccidio perla consueta vuota propaganda contro il governo e gli Stati Uniti, senza i quali non ci sarebbe alcun 25 aprile e neanche stavolta serviva un fine storico per ricordarlo, però andiamo avanti. A Sant’Anna di Stazzema, in provincia di Lucca, i nazifascisti fucilarono 560 persone, tra cui 130 bambini. Ottantacinque anni dopo la segretaria del Pd, vestita di beige dall’armocromista e con tricolore al collo, nel «luogo di memoria» ha attaccato “le destre” su sanità e salario minimo (oltre a molto altro, ci arriviamo tra poco): «Dobbiamo far vivere la Costituzione antifascista anche oggi, anche nelle parti in cui ancora non è attuata, in cui ancora alcune cittadine e cittadini la sentono distante perché quel diritto alla salute ancora non sentono che sia garantito, perché quel diritto al lavoro dignitoso e una retribuzione equa e dignitosa non è ancora garantito».
Almeno stavolta niente «pausa teatrale», come quando la leader del primo partito d’opposizione ha letto senza accorgersene l’indicazione che le avevano scritto i suoi esperti di comunicazione per trasmettere maggior enfasi. Poi, dicevamo, Elly se l’è presa con l’America: «Non accetteremo di vedere il diritto internazionale sostituito dalla legge del più ricco e dalla legge del più forte. Non accetteremo di vedere smantellate le sedi del multilateralismo per essere rimpiazzate con dei club privati, perché in quelle sedi deve prevalere il dialogo e deve prevalere la pace anziché l’uso della forza e delle armi. Non lo accetteremo proprio», ha sottolineato con un certo piglio la capodem, «perché nel cuore vive ancora e ogni giorno il ricordo di questo eccidio, del nero più profondo e della vergogna, dell’ingiustizia atroce che proprio qui si è consumata e che non dobbiamo consentire si ripeta mai».
La collina del disonore e il carro dei vampiri
È successo. Quello che ho scritto 48 ore fa si è materializzato come uno stormo di fameliche arpie: «...
Cosa c’entri la «legge del più ricco», dunque Trump col nazifascismo, è materia per scienziati, i quali invero già si stanno scapicollando per indagare sulla Schleinosfera, agglomerato di polvere interstellare da cui quotidianamente provengono messaggi criptati. Schelin, invitata dal sindaco Maurizio Verona e affiancata dal governatore toscano Eugenio Giani, è ripartita dicendo che «una società democratica non può dare spazio a discriminazioni, razzismo e xenofobia», e infatti nella nostra società democratica non ci sono, poi ha aggiunto pure l’«antisemitismo», di cui invece sono intrisi i movimenti di estrema sinistra. Le stesse zucche vuote ornate di kefiah – gli stessi che attaccano regolarmente la polizia – ma Elly ieri s’è dimenticata di citarli: «L’odio torna a diffondersi in forme più insidiose, più veloci e più invisibili. Solo nelle ultime settimane il prezioso lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, che ringrazio, ha scoperto e smantellato una rete di neonazisti giovanissimi, alcuni minorenni».
C’è stata anche quell’indagine sugli anarchici rossi saltati in aria mentre stavano preparando una bomba, ma la Schlein non può ricordare tutto, e in ogni caso c’è anche la possibilità che fossero dei nazifascisti. Per strada, da tre anni e mezzo, sono tornate le squadracce nere, e dove non ci sono loro ci sono le politiche di centrodestra: «La minaccia di rigurgiti fascisti», ha tenuto a sottolineare Elly, «non è solo quella diretta ma quella indiretta che trova linfa vitale ogni volta davanti all’indifferenza, che è stata anche istituzionale verso le migliaia di morti nel Mediterraneo che hanno diritto a venire qui e non essere deportate in Albania». I proverbiali diritti dei clandestini.
Per onorare le vittime del nazifascismo Schlein se l’è presa anche con i social, ma non la ricordiamo così sferzante quando il capo di Facebook, Zuckerberg, per sua stessa ammissione favoriva i democratici: «La democrazia non può essere inquinata e il dibattito pubblico non può essere governato da grandi piattaforme private in mano a miliardari con sede in altri paesi. È tempo di richiamare queste piattaforme alle loro responsabilità. Ma per prevenire l’odio serve anche un grande investimento nella scuola pubblica, che difenderemo perché è il primo residuo dove si contrastano le disuguaglianze fin dai primi annidi vita. Per questo pensiamo che serva l’educazione al rispetto delle differenze obbligatoria in tutti i cicli scolastici», e la memoria dei morti, si capisce, si onora anche attaccando il ministro dell’Istruzione Valditara.




