Mosca, 7 mag. (Adnkronos) - Il primo museo pubblico al mondo d'arte moderna era stato aperto nel 1919 a Mosca. Nove anni prima del Moma a New York. Fu poi Stalin a farlo chiudere nel 1948 a causa delle opere "borghesi" e "pericolose" che vi erano esibite, quadri di Monet, Renoir, Chagall e Picasso e Gauguin. Ma ora la signora dell'arte russa, la 91enne direttrice del Museo Pushkin di Mosca Irina Antonova, ha chiesto a Vladimir Putin di riaprire il museo che aveva visitato da studentessa. La collezione era basata sulle opere abbandonate dai due mercanti tessili russi, i collezionisti Sergei Shchukin, il protettore di Chagall a cui commissiono' il quadro "la danza", e Ivan Morozov quando fuggirono da Mosca dopo la rivoluzione d'ottobre del 1917 e a cui venne dedicata una mostra alla Royal Academy of Arts a Londra nel 2008. Alla chiusura del Museo di arte moderna occidentale, i suoi tesori furono spartiti fra il Museo Pushkin e l'Hermitage, che ospita 316 tele, e il cui direttore, Mikhail Piotrovsky, si e' espresso contro la proposta della collega moscovita. "Dobbiamo ripristinare la giustizia storica. Se non sollevo io questo problema, nessun altro lo fara'. Non e' presunzione, ma conosco molto bene la situazione e forse sono una delle poche persone in vita ad aver visitato il museo prima della sua chiusura", ha detto Antonova a Putin. "Invece di comperare squadre di calcio, dobbiamo creare nuove collezioni e arricchire quelle esistenti", ha detto. "Questo nuovo tentativo di dividere l'Hermitage e' un reato contro la stabilita' dell'intero paesaggio museale russo", ha detto il suo rivale in una intervista alla Rossiyskaya Gazeta. Dopo la richiesta di Antonova, Putin ha ordinato agli esperti del governo di esprimersi entro il 15 giugno.




