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Napolitano: ''Lettura pilastro per la democrazia. Ma in Italia si legge poco''

Istat: teenager campioni di lettura
domenica 19 maggio 2013
Napolitano: ''Lettura pilastro per la democrazia. Ma in Italia si legge poco''

4' di lettura

Torino, 16 mag. (Adnkronos) - "Pensando all'Italia di oggi il libro, la lettura e la cultura costituiscono pilastri insostituibili per il rafforzamento della democrazia, per lo sviluppo di una partecipazione consapevole e costruttiva alla vita politica e sociale, per il rinnovamento delle istituzioni e delle rappresentanze istituzionali, quello cioè di cui abbiamo acuto bisogno nel nostro Paese". Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel videomessaggio inviato in occasione dell'inaugurazione della 26esima edizione del Salone del Libro di Torino che si è aperto oggi. "Se possiamo compiacerci del fatto che in 25 anni di vita si sono triplicati i visitatori del Salone, e più che raddoppiati gli espositori, non possiamo non tornare a riflettere su una debolezza di fondo della nostra realtà culturale: in Italia si legge troppo poco", sottolinea il presidente della Repubblica. "Sono meno della metà gli italiani che leggono almeno un libro l'anno al di fuori dei loro doveri di studio o di lavoro - ha rilevato il capo dello Stato - e questa, come sappiamo, è una media nazionale, la quota dei lettori scende ancora di più nelle regioni meridionali. Voglio sperare che la dovuta attenzione mediatica sul Salone costituisca uno stimolo per applicarci a contrastare un fenomeno tanto negativo". "Lo è di per sé, perché non leggere significa privarsi di una delle principale fonti di piacere e di sviluppo personale - ha detto ancora Napolitano - e lo è pure perché costituisce uno svantaggio oggettivo nella vita individuale e collettiva, anche sotto il profilo economico. Apprezzo perciò tutte le iniziative che negli ultimi anni sono venute crescendo per la promozione della lettura e la diffusione del libro", ha aggiunto. Nella giornata di apertura del Salone, l'Istat diffonde il report 'La produzione e la lettura di libri in Italia' riferito agli anni 2011 e 2012 (basato sui dati dell"Indagine sulla produzione libraria' e su quelli dell'indagine campionaria sulle famiglie 'Aspetti della vita quotidiana') dal quale risulta che i teenager sono campioni di lettura in Italia. Secondo il report, infatti, la fascia di età nella quale si legge in assoluto di più nel nostro Paese è quella tra gli 11 e i 14 anni (60,8%) seguita dal più ampio range compreso fra gli 11 e i 17 anni (60,4). Un dato influenzato dalla pratica scolastica, dato che già a partire dai 18 anni, quando il livello di partecipazione scolastica tende a diminuire, la quota di lettori si colloca intorno al 50%, per ridursi drasticamente nella classe di età 65-74 e raggiungere il valore più basso tra la popolazione over 75 (23,5%). Questo a fronte di un dato complessivo (2012) secondo il quale oltre 26 milioni di persone di 6 anni e più dichiarano di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l'intervista, per motivi non strettamente scolastici o professionali. Rispetto al 2011, la quota di lettori di libri rimane sostanzialmente stabile, al 46%. In Italia, comunque, anche chi legge lo fa molto poco: tra i lettori il 46% ha letto al massimo tre libri in 12 mesi, mentre i 'lettori forti', con 12 o più libri letti nello stesso lasso di tempo, sono soltanto il 14,5% del totale. Le donne poi leggono più degli uomini: nel corso dell'anno ha letto almeno un libro il 51,9% della popolazione femminile rispetto al 39,7% di quella maschile. Per essere lettori forti serve l'incoraggiamento dei comportamenti familiari: leggono libri infatti il 77,4% dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni con entrambi i genitori lettori, contro il 39,7% di quelli i cui genitori non leggono. Quanto alla ripartizione geografica, nel Nord e nel Centro del Paese legge oltre la metà della popolazione di 6 anni e più (52,2%) mentre nel Sud e nelle Isole la quota di lettori scende al 34,2%, seppur con un lieve aumento rispetto al 2011. Passando da chi consuma a chi produce, dopo la ripresa del 2010, il 2011 segna una battuta d'arresto della produzione libraria italiana: i titoli pubblicati si riducono del 9,4% e le tirature del 5,9%. Per accrescere la domanda e ampliare il pubblico dei lettori, gli editori puntano sulle librerie indipendenti (36,3%), sulla grande distribuzione organizzata (31,8%) e, in misura molto inferiore (11%), sui canali di vendita on line. Nel 2011, oltre il 15% delle opere pubblicate a stampa in Italia, cioè quasi 9.000 titoli, è stato reso accessibile al pubblico anche sotto forma di e-book. I grandi editori si assicurano la quota più alta di offerta elettronica, che copre l'87,8% della loro produzione a stampa. La rete pesa sul consumo di informazione e cultura: Circa 14,5 milioni di persone utilizzano Internet per leggere giornali, news o riviste on line; oltre 1 milione e 900mila comprano on line libri, giornali, riviste o e-book. Quasi la metà degli utenti di Internet che ha navigato sul web in luoghi diversi da casa o dal posto di lavoro, mediante un telefono cellulare, smartphone o altro dispositivo portatile diverso dal PC, ha usato device mobili per leggere o scaricare giornali, news, riviste (46,1%).