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Valentino e Armani, la moda ai tempi di re e imperatori

Due mondi così vicini e allo stesso tempo così lontani. Uno volerà tra Parigi e Roma per rendere le donne bellissime con il suo rosso; l'altro si stabilirà a Milano per costruire il suo impero e vestire donne in carriera
di Daniela Mastromatteigiovedì 22 gennaio 2026
Valentino e Armani, la moda ai tempi di re e imperatori

2' di lettura

Solo mezz’ora di macchina da Voghera, dove Valentino Garavani nasce nel 1932, a Piacenza, dove due anni dopo verrà alla luce Giorgio Armani. Due mondi così vicini e allo stesso tempo così lontani. Il primo volerà tra Parigi e Roma per rendere le donne bellissime con il suo rosso, dichiarazione d’amore, simbolo del suo marchio; il secondo si stabilirà a Milano per costruire il suo impero e vestire donne in carriera dall’aria sobria ed elegante con l’ormai celebre greige, la sua sofisticata tonalità tra il grigio e il beige.

Valentino amante dei cani, dei Carlini in particolare, pezzi di cuore dal musetto nero e schiacciato ripeteva: «Non mi importa della collezione. I miei cani sono più importanti». Armani invece prediligeva i gatti: «Creature meravigliose, eleganti e intelligentissime. Le si può solo amare». Per dirla con le parole di François-Anatole Thibault «fino a quando non avrai amato un animale, una parte della tua anima rimarrà sempre senza luce». Quanta luce invece nell’animo nobile dei due stilisti: l’uno lanciato nel mondo del jes set, l’altro votato alla discrezione.

Due vite dedicate, consacrate alla moda (altissima). Due geni della creatività, che si stimavano senza però risparmiarsi frecciatine. E che se ne sono andati in punta di piedi a quattro mesi di distanza. Il 4 settembre scorso, giorno della scomparsa dire Giorgio, Valentino disse con la sua proverbiale eleganza: «Oggi piango qualcuno che ho sempre considerato un amico, mai un rivale». E ancora: «Non posso che inchinarmi al suo immenso talento. Ai cambiamenti che ha portato alla moda, e soprattutto alla sua incrollabile fedeltà ad uno stile: il suo».

E adesso che se ne va l’ultimo imperatore della moda è la famiglia Armani e Leo Dell’Orco, l’ex compagno e braccio destro dello stilista, nonché attuale direttore creativo della linea uomo della maison Armani, a unirsi al lutto di Giancarlo Giammetti (ex compagno e amico di Valentino) e dei suoi cari, in ricordo del «Maestro indiscusso di grazia ed eleganza, per il quale Giorgio Armani ha sempre nutrito grande stima, Valentino ha incarnato l’eccellenza della couture, il rigore del mestiere e una visione unica della moda fatta di linee pure, colori iconici e bellezza assoluta. La sua scomparsa lascia un vuoto immenso».

Risiede qui la capacità che hanno solo i grandi di riconoscere e apprezzare i pregi altrui, senza che ciò metta in discussione nulla della propria bravura. I due giganti della passerella lasciano un’eredità di bellezza unica (probabilmente inarrivabile). Se Armani ha riscritto i codici dell’eleganza, Valentino è stato il couturier par excellence, per dirla alla francese, di quando la moda aveva re e imperatori.

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