Nell’ambito del Palazzo Ducale di Urbania (Pesaro/Urbino), potete trovare presso il Museo Civico il primo Globo terrestre, terminato nel 1541 ed attribuito a tale Mercatore. Come si sia arrivati a questa strana denominazione nel definire un personaggio tanto importante, è complicato ma se avrete la bontà di seguirmi, avrete la spiegazione. Partiamo allora da Gerhard Kremer nato a Kruibeke nella Fiandra orientale (oggi Belgio, parte fiamminga) il 5 marzo 1512 e deceduto a Duisburg, Renania Westfalia (Germania) il 2 dicembre 1594, di professione matematico, astronomo e cartografo.
Iscritto nel 1530 all’Università di Lovanio per studiare latino, greco ed ebraico, ritenne opportuno latinizzare il proprio cognome Kremer in Mercator (da mercante o negoziante in tedesco) e, in conseguenza, chiamarsi di nome Gerardus. La frequentazione con l’orafo ed incisore Gaspard van der Heyden consentì a Gerardus di cimentarsi nell’agrimensura, di diventare costruttore di strumenti in ottone per l’astronomia ed all’incisione in rame per il globo terrestre utilizzando il carattere corsivo che farà tendenza per tutti i cartografi nel tempo a venire. Dieci anni dopo il globo terrestre, Mercator si cimentò in quello celeste, visibile anch’esso nel Museo Civico di Urbania. In precedenza peraltro, cioè nel 1544, Gerardus venne accusato con altri di eresia ed imprigionato. Difeso ad oltranza da tutti i professori dell’Università, ben presto venne scarcerato ed ottenne anche l’autorizzazione a pubblicare le sue ricerche. La detenzione comunque, pur se relativamente breve, incise profondamente sullo studioso soprattutto nel constatare la terribile condizione dei detenuti, vessati e privati in quanto tali di ogni diritto.
Nel 1552 Mercator si trasferì con la famiglia a Duisburg poiché appartenente ai Ducati Uniti di Julich-Kleve-Berg, distretto che aveva una maggiore tolleranza religiosa rispetto ai territori governati dalle forze spagnole, e dove insegnò nel locale ginnasio geometria, matematica e cosmologia, fino ad essere nominato nel 1564 Cosmografo Ducale. Dal 1585 la sua salute andò degenerando e dovette interrompere ogni tipo di attività. Il figlio Rumold peraltro continuò il lavoro paterno con la distribuzione delle carte geografiche riguardanti Francia, Paesi Bassi e Germania, seguita quattro anni dopo da quelle riferite all’Italia, Grecia ed Area Balcanica mentre una terza parte apparve nel 1595. Una edizione completa dell’Atlante del 1613 è presso la Biblioteca di Palazzo Campana ad Osimo (Ancona).




