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Houellebecq: "Ma quale rischio fascista"

Lo scrittore ospite a Pordenonelegge, nell’ultimo giorno della 27/a edizione della grande rassegna dedicata al libro e ai lettori
di Caterina Maniacilunedì 21 settembre 2026
Houellebecq: "Ma quale rischio fascista"

2' di lettura

Non pensa che in Italia oggi stia avanzando l’ombra del fascismo? No, «non ho proprio la sensazione che l’Italia si stia avviando verso il fascismo». Silenzio, per qualche momento, poi si riparte con una nuova domanda. In puro stile Michel Houellebecq, lapidario, affilato, sottilmente - ma neppure troppo - ironico, procede l’incontro con i giornalisti e il famoso scrittore e saggista francese, ospite a Pordenonelegge, nell’ultimo giorno della 27/a edizione della grande rassegna dedicata al libro e ai lettori. Edizione record, con oltre 160mila presenze. L’autore, restio alle interviste e alle apparizioni in pubblico, si trova qui per presentare la raccolta Tutte le poesie, pubblicata da La nave di Teseo. Non è mai scontato, quello che dice, e quindi ecco l’elogio quasi appassionato della fantascienza anni Settanta, che ha predetto molto di quel che sta accadendo. Indipendenza e libertà, il mito da raggiungere... Ma «non mi sento assolutamente indipendente. L’indipendenza forte non vuol dire che sia totale». E come esempio di qualcuno che gli sembra realizzato, in pace, negli agguati che la vita ci tende tra fallimenti, la solitudine, e la morte, racconta: «Mi è capitato di fare visita a dei monasteri, accolgono spesso dei visitatori, degli ospiti anche. E questi monaci, con mia sorpresa, sembravano molto felici».

Si parla della situazione politica francese ed europea, a partire dall’avanzata delle destre. Houellebecq osserva che la Francia non costituisce un caso isolato nel continente, sottolineando che la situazione si sta generalizzando anche in altri Paesi. Non in Italia, «non ho la sensazione che l’Italia sia andata, o stia andando, verso il fascismo», sottolinea. Rispondendo a una domanda sul successo elettorale dell’AfD in Germania e sul rafforzamento delle destre in Europa, Houellebecq osserva che «sembra» esserci una preoccupazione diffusa, «ma l’Italia è pronta a rassicurare il resto dell’Europa». Si cita Sottomissione, il romanzo pubblicato con grande clamore nel 2015, in cui aveva immaginato una Francia attraversata da una trasformazione sotto la spinta del radicalismo islamico, segnata dalla vittoria alle presidenziali di un partito islamico, la Fratellanza Musulmana. Se dovesse scriverlo oggi, lo riscriverebbe? «Direi di sì», risponde.

Ma con una precisazione: «Le possibilità che questa pubblicazione possa realizzarsi sarebbero minori». Un elemento del romanzo si è rivelato «abbastanza profetico», ossia la situazione del mondo dell’università francese, descritta come «una zona di debolezza». In cui da tempo ha attecchito l’antisemitismo. «Quando ho scritto Sottomissione, mi aggiravo in un’università perché volevo tastare il polso della situazione. Sono stato sorpreso di vedere le prime proteste contro l’arrivo di un ricercatore israeliano». Quello che allora aveva osservato, aggiunge, «si è sviluppato molto nell’università. Meno nel resto della società».