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De Luca: Bonelli portasfiga. E a sinistra parte lo scontro

In un video pubblicato sui social, se la prende con il co-portavoce di Avs. O meglio, "il salice piangente della politica italiana"
di Michele Zaccardilunedì 21 settembre 2026
De Luca: Bonelli portasfiga. E a sinistra parte lo scontro

(LaPresse)

3' di lettura

Bonelli? «Un portasfiga». Parola di Vincenzo De Luca, sindaco sceriffo di Salerno, già governatore della Campania. Il quale, nella sua consueta intemerata quotidiana, affidata a un video pubblicato sui social, se la prende con il co-portavoce di Avs. O meglio, «il salice piangente della politica italiana», come lo ha definito. E insomma: è lui il nuovo bersaglio di De Luca. Che, pare, si sia voluto togliere qualche sassolino dalla scarpa. E dunque vendicarsi della dura campagna condotta da Bonelli alle amministrative dello scorso maggio, quando il leader dei Verdi lo aveva contestato, accusandolo di cementificare un territorio fragile e spesso colpito dalle alluvioni. «Davanti a tale violenza non so proprio come commentare», risponde Bonelli al Corriere della Sera. «Cosa devo rispondere a una persona che mi ricopre di insulti sul piano personale? È il simbolo di una degenerazione che non è politica, ma culturale e umana. E De Luca la sta impersonificando al massimo».

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Ché, a Bonelli, il ras di Salerno ne ha dette di ogni. A cominciare da quel «salice piangente» che, De Luca, spiega così nel suo video: «Notoriamente, è un portaseccia in napoletano, un portasfiga in romanesco o, se vogliamo unire l’Italia e utilizzare Manzoni, un mettimale, uno scampaforca». «Voi vi alzate la mattina, prendete un caffè, poi guardate la rassegna stampa: viene fuori Bonelli e il cielo si rabbuia» prosegue De Luca. «Bonelli è uno dei produttori di depressione nazionale. Così si presenta l’opposizione, con l’immagine di Bonelli. E dove vogliamo andare? Sarà una lotta titanica fra i Bonelli e i Lollobrigida. Siamo un Paese infelice: sarà dura nei prossimi mesi» è la conclusione. Frasi che hanno scatenato l’indignazione della sinistra. Il primo a intervenire è stato l’altro leader di Avs, Nicola Fratoianni, che ha definito De Luca «un bullo attaccato al potere più di una cozza allo scoglio, più della muffa al formaggio rimasto troppo in frigorifero».

«Il passato che si attacca al futuro. No, scherzavo. Questo linguaggio non ci appartiene. Noi facciamo politica» scrive ancora Fratoianni sui social. «Lasciamo il cabaret ai comici. Ma solo» conclude «a quelli bravi. Per carità di patria. Un abbraccio ad Angelo». La capogruppo di Avs alla Camera, Luana Zanella, invece ha addirittura scritto una letterea (pubblicata sui social) a De Luca. «Egregio sindaco» scrive «mi rivolgo a lei direttamente, per chiederle ragione dell’invettiva da lei rivolta al nostro co-portavoce Angelo Bonelli, utilizzando linguaggio e toni che esprimono disprezzo, umiliazione, svalorizzazione non a causa di profonde divergenze politiche, ma delle caratteristiche da lei ritenute connaturate alla persona stessa di Bonelli». «Forse qualcuno» prosegue Zanella «dovrebbe farla riflettere sulla portata violenta, vile, non degna di un esponente di punta della Sinistra storica» scrive ancora. «Ovviamente ognuno e ognuna ha il proprio stile e postura retorica. Ma, mi chiedo e Le chiedo, cui prodest? Qual è il suo obiettivo: sostenere un progetto e una proposta più forte e convincente, per cercare di togliere il governo del Paese a questa destra incapace e pericolosa?» «Di ben altro aiuto avremmo bisogno» conclude Zanella «anche da un uomo certo non privo di qualità come sicuramente è lei e da cui aspettiamo, innanzitutto, le doverose scuse».