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Obama, "il presidente più arrogante di sempre"

Il presidente: "Hanno fatto meglio di me solo Johnson, Roosvelt e Lincoln". Che cosa ha realizzato? Dodici sciagure

28 Dicembre 2011

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Obama, "il presidente più arrogante di sempre"

“In termini stretti di ciò che abbiamo realizzato metterei i nostri risultati legislativi e di politica estera nei nostri due primi anni di governo a confronto con quello che hanno fatto tutti i presidenti nella storia moderna, con le possibili eccezioni di Lyndon B. Johnson, Franklyn Delano Roosevelt e Abramo Lincoln”. Parole di Barack Hussein Obama, che gli hanno fatto guadagnare il titolo di “presidente più arrogante di sempre”, secondo la irridente vignetta di www.investors.com pubblicata dal New York Post il 27 dicembre. Dove,  a consuntivo dell’operato di Obama finora, c’è un illuminante elenco delle altre “imprese” compiute dal nostro Modesto Messia:

1) il più alto tasso di disoccupati tra i neri in 28 anni;
2) l’indice della fiducia dei consumatori al livello più basso da 30 anni;
3) la perdita della Tripla A del rating sul debito governativo per la prima volta nella storia Usa;
4) il 34esimo mese di fila con il tasso dei disoccupati più alto dell’8,6%;
5) la disoccupazione cronica – i senza lavoro da oltre un anno – peggiore dalla Grande Depressione;
6) le spese federali, il deficit del budget e il debito nazionale al loro livello più elevato come percentuale del Prodotto Interno Lordo dalla Seconda Guerra Mondiale;
7) 46 milioni di persone vivono oggi in povertà, il dato maggiore ufficiale da quando il Censo ha monitorato la povertà nel 1959;
8) il record peggiore nel settore dei posti di lavoro di ogni presidente moderno;
9) la peggiore crisi immobiliare dalla Grande Depressione;
10) l’indice della miseria (inflazione + tasso di disoccupazione) ad un livello record da 28 anni;
11) il numero record di americani che fanno affidamento sulle tessere statali per il cibo;
12) il tasso di crescita economica sotto Obama è solo leggermente più alto di quello degli Anni Trenta, il decennio della Grande Depressione.

di Glauco Maggi
[email protected]


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