Roma, 22 mag. (Adnkronos) - Le imprese italiane rischiano il 'credit cruch'. "La modesta attivita' di investimento e' stata accompagnata da crescenti difficolta' di accesso al credito bancario -spiega il Rapporto annuale Istat 2012-. L'indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere segnala come, nella seconda meta' del 2011, la percezione delle imprese sulle condizioni di credito sia peggiorata bruscamente: la percentuale di imprese che avverte un inasprimento delle condizioni di finanziamento, in crescita pressoche' continua dalla meta' del 2010, sul finire del 2011 si e' attestata in tutti i settori su livelli compresi tra il 35 e il 45 per cento, valori molto elevati e paragonabili a quelli osservati nelle fasi piu' severe della crisi dell'autunno 2008". "Al deterioramento delle condizioni creditizie - si legge ancora - si e' associato, con qualche ritardo, un aumento della quota di imprese che si ritiene effettivamente razionata, soprattutto di quelle che si sono viste rifiutare dalla banca il finanziamento richiesto". "Rispetto alle condizioni prevalenti nel marzo 2008, nei comparti della manifattura e dei servizi sembrano emergere indizi di credit crunch tra la fine del 2011 e il primo trimestre 2012 -spiega il Rapporto Istat-. Dall'analisi svolta, risulta che, la 'solidita" dell'impresa ha un ruolo significativo in se' nel ridurre la probabilita' di rifiuto del credito richiesto a prescindere dalla dimensione dell'impresa, ma la penalizzazione dovuta alla dimensione non e' pienamente compensata dall'essere in buone condizioni economiche".




