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Casa, ecco come e quando risparmiare50mila euro di tasse

Lucia Esposito
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  di Antonio Spampinato Mancano poco più di sette mesi alla scadenza delle agevolazioni fiscali del 50% per la ristrutturazione della casa. Il proprietario o l'inquilino che hanno effettuato lavori di riqualificazione - anche se si tratta semplicemente di piccole migliorie - dell'immobile tra il 26 giugno del 2012 e il 30 giugno 2013, possono portare a detrazione nella denuncia dei redditi la metà delle spese sostenute, fino a un massimo di 48 mila euro, che possono essere recuperati in 10 anni. Il tetto delle spese di ristrutturazione che rientrano nel bonus fiscale è dunque di 96 mila euro per ogni immobile (il 50% fa appunto 48 mila), anche nel caso di più interventi. Questo vuol dire che se vengono effettuati nello stesso appartamento due interventi di riqualificazione da 100 mila euro ciascuno, il tetto massimo su cui calcolare la detrazione resta 96 mila euro. Chi è proprietario di più appartamenti può contare invece su uno sconto fiscale calcolato su 96 mila euro per ciascun immobile. A fare fede non è la data di inizio dei lavori, ma la data del pagamento, che deve avvenire, appunto, entro il 30 giugno 2013. Il meccanismo  L'articolo 11 del decreto legge 83/2012 permette di estendere il vecchio bonus del 36% fino al limite del 50% ed aumentare il tetto di spesa agevolabile da 48 a 96 mila euro. In questo modo il governo ha voluto dare un po' d'ossigeno al settore dell'edilizia, particolarmente colpito dalla crisi. (Per avere un'idea della mannaia che dal 2009 è calata sull'intero comparto delle costruzioni: in base all'analisi dei bilanci 2011 fatta per «Edilizia e Territorio» dalla società Guamari, i risultati complessivi sulla redditività sono calati del 69% per i produttori e del 28% per i Top 50 gruppi di costruzione, mentre per le prime 100 imprese edili si è passati da un utile netto cumulato di 297 milioni a una perdita di 11,2 milioni).  Parallelamente all'estensione del bonus sulle ristrutturazioni, continua ad essere attivo (dal 2007 e fino a fine anno)  anche quello sulla riqualificazione energetica che prevede invece uno sconto fiscale ancora più alto - anche in questo caso si dovrà spalmare in 10 anni - pari al 55% mentre il tetto massimo su cui applicare lo sconto dipende dal tipo di intervento: 181.818 (lo sconto del 55% è dunque di 100.000 euro in 10 anni) per la riqualificazione energetica di edifici esistenti; 109.091 (la detrazione del 55% è pari a 60.000 euro in 10 anni) per la sostituzione di finestre, la coibentazione di pareti e coperture, l'istallazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda; 54.545 euro (il bonus del 55% è di 30.000 euro) per la sostituzione della caldaia. Nel caso si intenda utilizzare la detrazione al 55% è necessaria però la trasmissione telematica all'Enea della documentazione tecnica. I lavori detraibili  Rientrano nel bonus fiscale del 50% le opere straordinarie, come la rimozione di barriere architettoniche, la creazione o lo spostamento di una parete interna, alcune opere di risparmio energetico, bonifica dall'amianto, abbattimento dell'inquinamento acustico, adeguamento degli impianti alle norme di sicurezza, la sostituzione delle finestre, il rifacimento del bagno o dell'impianto elettrico, l'istallazione di una nuova caldaia, l'applicazione alle finestre di film per la riduzione della luce solare. Sono escluse le opere di ordinaria amministrazione, come la tinteggiatura (previste solo nel caso di condomini), ma sono state incluse alcuni lavori minori, come l'installazione del salvavita, la porta blindata o l'impianto antifurto. Non possono essere inclusi invece quei lavori che prevedono un aumento della volumetria.  Chi ha diritto  A poter scontare il bonus sull'Irpef sono i soggetti privati come ad esempio il proprietario dell'immobile, l'inquilino (basta che paghi l'affitto e abbia contratto in regola), l'usufruttuario, il familiare convivente: in generale chi possiede o detiene l'immobile attraverso un titolo idoneo. Anche i non residenti in Italia possono approfittare dell'occasione. L'importante è che l'utilizzatore dello sconto abbia effettivamente sostenuto le spese o la quota a lui spettante. Il tetto però non è cumulabile tra i diversi soggetti: il calcolo deve essere fatto partendo dal totale speso per ogni singola unità abitativa e la detrazione, sempre per ogni unità immobiliare, non può superare i 48 mila euro.   Quando si risparmia  Valendo il principio di cassa, cioè il pagamento delle fatture, si possono detrarre i lavori iniziati anche prima dell'entrata in vigore della norma (26 giugno 2012), basta pagarli o averli pagati tra il 26 giugno 2012 e il 30 giugno 2013. I pagamenti effettuati a partire dal primo luglio 2013, rientreranno, salvo proroghe, nella detrazione del 36% con il tetto massimo di lavori scontabili a 48 mila euro. I pagamenti inoltre dovranno essere fatti attraverso un bonifico bancario dove risulterà la causale del pagamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e la partita Iva o il codice fiscale dell'artigiano o dell'impresa. La detrazione inoltre si applica solo per gli interventi su immobili residenziali e sono dunque esclusi quelli effettuati su edifici con diversa destinazione d'uso. Da sottolineare il fatto che le detrazioni al 50% e quelle al 55% sulla riqualificazione energetica, sono cumulabili. Come sono cumulabili le detrazioni effettuate, per esempio sulla prima casa e su quella del mare e la quota spettante al proprietario o all'inquilino dei lavori condominiali che rientrano nella detrazione.  

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