(Adnkronos) - "Preoccupa osservare come anche l'export lasci intravedere le prime screpolature rispetto alla tendenza rimasta decisamente positiva anche nel periodo di crisi. Quello che era un baluardo forte per le nostre imprese e' oggi meno saldo - sottolinea Carlo Carraro, rettore dell'Universita' Ca' Foscari - E' necessario porsi immediatamente il problema di come rilanciare la spinta di internazionalizzazione sia rispetto all'attrattivita' sui mercati esteri dei nostri prodotti, sia rispetto a quella di attrarre investimenti stranieri". "Il Veneto - aggiunge - deve dunque saper fare un salto di qualita' nelle sue capacita' di apertura internazionale, trasformandosi da area di esportazione di beni a territorio aperto a flussi di conoscenze, investimenti e personale sempre piu' globale. L'Universita' in questo senso gioca un ruolo fondamentale attraverso la capacita' di formare persone qualificate, di attirare talenti e di favorire la circolazione dei saperi e del capitale umano". Nella prima meta' del 2012, il principale mercato di riferimento per i beni manifatturieri veneti, sebbene in rallentamento, si conferma l'Unione europea attraendo il 58,1% delle merci, mentre si amplia la quota destinata ai mercati extra-Ue27 col 41,9%. Frena l'export verso i Paesi "motori" delle vendite venete (Germania +1,8% e Francia -1,5%) e altri mercati promettenti (Cina, Hong Kong e India), mentre si sono mantenute dinamiche verso Stati Uniti, Russia, Giappone, Canada, Australia e Arabia Saudita.(segue)




