(Adnkronos) - Nei due documenti si sottolinea come siano stati "spacchettati" gli altri impianti necessari alla realizzazione del progettato rigassificatore (metanodotto e elettrodotto), in maniera da considerare i progetti in maniera disgiunta, minimizzandone gli effetti e i rischi, e rendendo piu' agevole l'autorizzazione, il tutto in spregio dell'interesse delle popolazioni locali e delle norme europee. Si evidenziano inoltre carenze e discrasie di carattere tecnico, ad esempio, scrive la Uil, "il progetto definitivo, redatto presentando i serbatoi a sinistra dell'area dello stabilimento", ma con l'allegata "relazione geotecnica, su cui fonda l'intero impianto, redatta in buona parte in spagnolo e inglese, che li presenta a destra, con una incoerenza che da sola basterebbe a non far superare a detto progetto nemmeno la fase dell'istruttoria preliminare". In quanto all'Aia, la Uil ricorda "l'alterazione" dei pareri negativi espressi da Provincia e Comune di Trieste, che la Regione ha inteso considerare positivi per inconferenza delle obiezioni sollevate, o non competenza degli Enti locali. In particolare, l'esposto/denuncia ravvisa la violazione degli articoli di legge che avrebbero obbligato la Regione ad acquisire "la necessaria autorizzazione allo scarico idrico a mare dell'impianto di rigassificazione da parte della Provincia", nonche' "le necessarie prescrizioni del sindaco del Comune di Trieste in tema di salute pubblica e pubblica incolumita' ", acquisizioni entrambe omesse. I due documenti sono partiti collateralmente alla manifestazione "Non siamo piu' vigili", organizzata dalla Uil Vigili del fuoco, che ha denunciato la volonta' di realizzare impianti ad alto rischio a Trieste, in una situazione di carenza del personale che gia' oggi non permetterebbe di gestire situazioni di emergenza.




