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Attilio Befera: "Evasione, in crescita le segnalazioni dei Comuni"

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Andrea Tempestini
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Se il delatore è il sindaco. Non è una novità. Di sicuro, c'è che l'Agenzia delle Entrate guidata da Attilio Befera ha fatto molta pressione sui primi cittadini affinché segnalassero i sospetti evasori Un pressing che, assicura lo sceriffo delle tasse, ha dato i suoi risultati. "Dal febbraio 2009 allo stesso mese del 2014, sono state trasmesse all'Agenzia delle Entrate circa 63mila segnalazioni da quasi 900 Comuni - ricorda Befera nel corso di un'audizione alla Commissione parlamentare per il federalismo fiscale -, di queste oltre 10mila sono state già trasfuse in atti di accertamento, con oltre 186 milioni di maggiori imposte accertate e una media di circa 18mila euro per segnalazione". Il sistema - Un trend, assicura Befera, "in crescita costante dal 2009 ad oggi. Il processo di partecipazione dei Comuni permette il riconoscimento di una quota delle maggiori somme riscosse relative ai tributi statali, che in alcuni casi ha prodotto significative entrate aggiuntive ai Comuni". Quindi lo sceriffo delle tasse snocciola qualche cifra, e ricorda "il milione di euro assegnato nel 2012 a Milano (Giuliano Pisapia nel 2013 si vantava del fatto che Milano fosse la capitale italiana della delazione, ndr) e Roma ai 600mila di Rimini, gli 800mila al Comune di Formigine e i 530mila di Castel San Pietro Terme". Le segnalazioni avvengono grazie al portale Siatel (i Comuni sono collegati all'85%), un portale, aggiunge Befera, "con cui l'Agenzia delle Entrate rende loro disponibili gran parte delle informazioni presenti in anagrafe, che vanno dai dati di dettagli delle dichiarazioni dei redditi, agli atti di registrazione, alle successioni, alle utenze elettriche, ai bonifici bancari per le ristrutturazioni edilizie, arrivando di recente agli studi di settore".

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