(Adnkronos) - Il comparto del vino made in Italy sembra, insomma, saldamente agganciato a quei beni, come la moda, per fare l'esempio piu' macroscopico, che continuano a rappresentare, peraltro con una confortante continuita' temporale, il meglio dell'offerta del made in Italy nel mondo e quella dall'appeal piu' irresistibile, malgrado la congiuntura sfavorevole. Un ottimismo ulteriormente confermato dal 38% delle aziende sondate da WineNews che "sentono", senza se e senza ma, molto positivo il 2013 e da un 57% comunque moderatamente ottimista: un "penso positivo" ormai, e probabilmente con qualche riflessione da operare sul piano strategico complessivo, determinato sempre piu' inequivocabilmente dall'export. Un "peso" quasi totalizzante, visto che, per il 95% del campione, il 2012 e' stato un anno all'insegna delle crescenti vendite fuori dai confini nazionali, con un +13% sul 2011, in media, in termini di aumento di fatturato. Le 30 cantine italiane, sondate dall'inchiesta WineNews non rappresentano un "campione scientifico", ma si tratta comunque di un autorevole panel di aziende che sintetizza quella realta' piu' consolidata del comparto, composta dai marchi gia' affermati sui principali mercati esteri e in grado di "mordere" quelli nuovi grazie a reti commerciali solide e articolate. (segue)




