(Adnkronos) - Per Legambiente la partita si gioca soprattutto con il piano industriale e le decisioni riguardanti l'innovazione tecnologica. "Per rendere compatibile lo stabilimento con la città non basta intervenire sul risanamento degli impianti: occorre modificare il ciclo produttivo, eliminare o ridurre drasticamente l'apporto di cokeria ed agglomerato, sottoporre l'intera operazione a valutazione del danno sanitario ed ambientale. In mancanza - sostiene l'associazione - continuiamo a ritenere indispensabile ridurre in modo consistente la produzione autorizzata di acciaio". Il vero limite del piano ambientale, secondo gli ambientalisti, "è prevedere il ricorso al ferro pre-ridotto o l'adozione dei sistemi Corex o Finex solo come raccomandazione e non come prescrizione". Per Leo Corvace, del direttivo di Legambiente Taranto, infatti "occorre procedere da subito ed in maniera decisa verso l'innovazione tecnologica. In tal modo si eviterebbero spese di risanamento di impianti che potrebbero invece essere immediatamente chiusi. Le batterie 3-6 andrebbero dismesse definitivamente".




