Milano, 20 mag. (Adnkronos)- "I due anni da cui veniamo sono stati difficili per l'economia europea e per quella italiana. Rispetto al resto del mondo dove la crescita, sia pure con ritmi diversi, continua a manifestarsi, il nostro continente, ingabbiato da unilaterali e sbagliate politiche di austerità, ha continuato a non crescere". Lo afferma il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, nella sua relazione all'assemblea annuale dall'associazione, nella sede del Sole 24 Ore a Milano, accusando l'Unione Europea e sostenendo che "tenere insieme un'Unione di questo tipo, sempre più ineguale e non solidale, alla lunga sarà impossibile e, al di là della retorica politica e delle degenerazioni burocratiche, vi è il rischio che non riesca a salvare la sua unità e con essa la moneta comune". Il presidente di Federacciai indirizza una dura critica all'Unione Europa, proprio a pochi giorni dalle elezioni che dovranno scegliere chi sarà alla presidenza della Commissione Europea. "Continuo a esser convinto -prosegue Gozzi- che davanti alle veloci e profonde trasformazione dell'economia mondiale l'Europa mostri enormi difficoltà di comprensione e di adattamento. La vicenda industriale in generale e quella siderurgica in particolare sono l'esempio lampante di queste difficoltà e contraddizioni e mostrano la mancanza di visione e le difficoltà di decisione delle classi dirigenti europee e dei policy makers". Gozzi ricorda che la quota di manifatturiero nell'Ue è scesa negli ultimi anni al 14% del Pil continentale e ci è costata la perdita di oltre 3 milioni di posti di lavoro ma, insiste il presidente, "nonostante ciò vi è un parte di paesi dell'Unione disinteressata al tema, anche se, a ridosso delle elezioni, si è ricominciato a parlare di importanza dell'industria e addirittura della necessità di un Industrial compact. In realtà -accusa Gozzi- al di la della propaganda e delle parole ai proclami non sono seguiti i fatti". (segue).




