(Adnkronos) - Se la tendenza non subirà inversioni significative, i prossimi mesi potrebbero registrare il passaggio dalla disinflazione (il rallentamento del tasso di inflazione) a una situazione di vera e propria deflazione: una riduzione dei prezzi generalizzata e perdurante. Se a prima vista la frenata dell'inflazione può apparire un elemento positivo, accompagnato da un maggior potere di acquisto, la stasi dei prezzi o la loro diminuzione possono costituire un ulteriore elemento di freno dell'economia. Le famiglie tendono infatti a rinviare gli acquisti, prevedendo sconti maggiori in futuro e paralizzando i consumi. Le imprese possono a loro volta rinunciare a investire, temendo di vendere i loro prodotti, in futuro, a prezzi più bassi del costo di produzione odierno, causando una ulteriore contrazione dell'economia, che si avvita su se stessa. Nel corso del mese di luglio, il rallentamento dell'inflazione viene principalmente imputato dall'Istat all'ampliarsi della flessione su base annua dei beni energetici regolamentati (energia elettrica, gas di rete per uso domestico). Il calo rispetto al mese precedente viene invece attribuito ai ribassi di prezzo della frutta fresca e dei vegetali freschi, su cui incidono fattori stagionali, e dei beni energetici regolamentati. All'interno del quadro generale, i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona diminuiscono dello 0,6% su base annua; quelli dei prodotti ad alta frequenza di acquisto (alimentari, bevande, tabacchi, affitto, beni non durevoli, pulizia e manutenzione, carburanti, trasporti, ristorazione, assistenza) crescono dello 0,2%. Se il trend attuale si mantenesse inalterato per il resto dell'anno, come fanno ritenere le prospettive a breve termine dell'economia italiana, l'inflazione annuale 2014 si attesterebbe secondo l'Istat su un valore dello 0,3%. (segue)




