Milano, 8 ago. (Adnkronos) - I margini industriali delle imprese italiane calano rispetto al fatturato dal 4,5% del 2012 al 4,3% del 2013, tanto nel pubblico (dal 4,7% al 4,3%) che nel privato (dal 4,5% al 4,3%), ma tengono nella manifattura al 3,3%. Merito delle medie imprese in aumento dal 4,1% al 4,6% e di tutto il IV capitalismo (medio-grandi dal 3,6% al 4%). Emerge dall'edizione 2014 dei "dati cumulativi di 2050 imprese" curato da Mediobanca R&S. Le società di maggiori dimensioni invece aggravano i propri margini già negativi nel 2012 (dal -0,3% al -1% delle vendite); anche gli imprenditori manifatturieri stranieri segnano leggermente il passo (dal 5,4% al 5,3%). Tutto confermato guardando ai valori assoluti: Mon in caduta sul 2012 del 6,5% per le 2050 società, sia pubbliche (-9,4%) che private (-5,5%). Anche la manifattura ripiega a causa delle società maggiori (si aggrava il rosso) e di quelle a controllo straniero (-6,1%). In positivo solo il IV capitalismo con le imprese medie (+15,9%) e le mediograndi (+10,2%). Ma resta deludente il confronto con il 2007: le 2050 segnano un distacco nel Mon pari al 42,5% dal pre-crisi, che coinvolge pubblico (-44,7%) e privato (-41,7%) e solo per le medie imprese il distacco è meno abissale (-16,6%). Tra i pochissimi settori che hanno superato i margini precrisi: pelli e cuoio (+95,9%), le specialità alimentari (bevande +31%, conserviero +25,7%), il cartario (+12,3%) ed il farmaceutico (+4,7%).




