Milano, 20 ago. (Adnkronos) - Quattordici Padiglioni della cultura diffusi nella città di Milano, perché l'Expo si terrà nel capoluogo lombardo, che è "la quarta città d'arte d'Italia, dopo Roma, Firenze e Venezia". E perché con l'allora sindaco Letizia Moratti "si andò a conquistare l'Expo per farla a Milano, non in un non-luogo, in un'area deserta e desolata". Parola di Vittorio Sgarbi, ambasciatore delle Belle Arti per l'Expo che oggi a Milano, insieme al presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, ha presentato la nuova iniziativa, destinata ad arricchire l'offerta culturale dell'Esposizione Universale, per consentire a coloro che non sono delle "zucche vuote" in cerca solo di "panini" e simili, di godere dei beni artistici di cui è ricco il capoluogo lombardo. Il primo padiglione, ha spiegato Sgarbi, è quello dei Bronzi di Riace, dei quali Maroni e Sgarbi hanno chiesto ancora una volta la dislocazione a Milano nel periodo dell'Esposizione Universale. L'Expo, secondo Sgarbi, rappresenta un momento ideale per portare la Calabria a Milano e farla conoscere al mondo. Il luogo ideale per la loro esposizione sarebbe nel Padiglione Italia o in un padiglione appositamente realizzato dalla Regione o, in accordo, per spazi comuni, con Diana Bracco. Il secondo padiglione è dedicato al Bramante, uno dei maggiori artisti del Rinascimento, in due sedi: Santa Maria presso San Satiro, chiesa in via Torino abbellita da uno dei più straordinari giochi di prospettiva di tutti i tempi, e la chiesa di Santa Maria delle Grazie, con lo spettacolare tiburio. E' prevista l'esposizione nel convento di Santa Maria delle Grazie degli affreschi di casa Punigarola e del Cristo alla colonna. (segue)




