Milano, 22 ago. (Adnkronos) - Il dilemma dei capitali stranieri sempre più presenti nelle maggiori società italiane e che "sono a volte inevitabili", insieme alla responsabilità e al ruolo della società civile nella ripresa del Paese dalla recessione. Sarà questo il filo conduttore del meeting di Rimini più 'economico' che, da domenica, ospiterà alcuni tra i più importanti esponenti del mondo finanziario italiano. Il cerimoniere delle interviste più attese sarà Bernhard Scholz, presidente della Compagnia delle Opere, che all'Adnkronos anticipa qualche domanda che intende fare ad alcuni di loro, e in particolare all'Ad di Fiat, Sergio Marchionne. "Gli chiederemo le prospettive del percorso che ha fatto", sottolinea, ricordando che quello delle automobili è un mercato caratterizzato da una "competitività molto agguerrita". E' "facile criticare sempre le fusioni ma chi non è d'accordo dovrebbe portare alternative". La domanda più importante all'amministratore delegato della Fiat, però, riguarderà "i siti produttivi in Italia" e se torneranno davvero a lavorare a pieno regime come annunciato. Perché, se anche gli investimenti stranieri in Italia sono spesso "necessari", questo "non deve snaturare l'italianità delle aziende". Su quanto accaduto ad Alitalia e alle sue 'nozze' con Etihad, Scholz ha un parere: "In uno scenario di forte competitività internazionale abbiamo bisogno di capitali importanti per gli investimenti. Se non possono arrivare dall'Italia - ribadisce - per forza bisogna guardarsi intorno. Ma - aggiunge - se questo aiuta a creare occupazione e valorizzare le capacità degli italiani è un vantaggio". (segue)




