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Pier Silvio Berlusconi inarrestabile, i ricavi di Mfe volano oltre i 4 miliardi

di Roberto Tortoragiovedì 16 aprile 2026
Pier Silvio Berlusconi inarrestabile, i ricavi di Mfe volano oltre i 4 miliardi

2' di lettura

Mfe-MediaForEurope rilancia. Numeri alla mano, ma anche ambizioni. Perché il primo vero bilancio del gruppo europeo della comunicazione, amministrato da Pier Silvio Berlusconi, racconta molto più di un semplice esercizio contabile. Secondo quanto riportato da Italia Oggi, infatti, i ricavi sfondano quota 4 miliardi — 4,031 per la precisione — con un utile netto consolidato da 301 milioni (per la precisione 300,7 milioni di euro, +118% rispetto ai 137,9 milioni dell’ anno prima) e un flusso di cassa libero da 498 milioni. E poi c’è il segnale politico, oltre che economico: 154 milioni di dividendi, “la cifra più alta destinata agli azionisti negli ultimi 15 anni”.

Dietro questi numeri c’è l’operazione che ha cambiato tutto: l’acquisizione del 75,6% di ProSiebenSat.1. Una mossa che porta in dote ricavi, ma anche costi. E infatti il conto è doppio: fatturato aumentato del 37%, ma spese salite fino a 3,16 miliardi. Il risultato operativo cala, ma l’utile finale più che raddoppia. Un paradosso solo apparente. “I numeri contano, ma da soli non bastano”, ci tiene a precisare Pier Silvio Berlusconi. E aggiunge: “In un anno complicato… è in crescita la redditività e migliora la generazione di cassa”. Parole che suonano sia come una rivendicazione, ma anche avvertimento. Perché la partita vera si gioca adesso. “Il 2025 è stato un punto di svolta. È nato il primo broadcaster europeo. In Italia abbiamo un sistema crossmediale unico. Negli altri Paesi, in particolare in Germania e Spagna, abbiamo avviato un percorso di evoluzione digitale verso un sistema più completo e sempre più integrato. Il consolidamento di ProSiebenSat.1 è un passaggio chiave”.

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Non solo televisione, quindi, ma sistema “crossmediale”, contenuti pensati “per tutte le piattaforme”. Tradotto: la tv non muore, si trasforma. Eppure le incognite restano. Germania e Spagna frenano, il mercato pubblicitario traballa, il debito cresce. “Il nostro è un settore complicatissimo”, ammette il ceo. E ancora: “La sfida è resistere allo strapotere delle grandi piattaforme globali”. Insomma, i conti tornano. Ma la battaglia mediatica è appena iniziata.

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